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A proposito del #post di Grillo sulle sigarette elettroniche

A proposito del #post di Grillo sulle sigarette elettroniche

Mai come in questo momento tutti, ma proprio tutti, parlano e dicono la loro, spesso senza cognizione di causa.

Da oggi voglio dire anch'io la mia e voglio farlo in questo blog, ogni volta che leggo o vedo qualcosa che non mi va o, al contrario, ogni volta che qualcosa mi colpisce favorevolmente.

Cercherò di farlo però con quella cognizione di cui lamento l’assenza. Parlerò e scriverò solo di argomenti che ho approfondito e di cui mi sono documentata. E’ una promessa!

Detto questo, oggi voglio parlare del post di Grillo sulle sigarette elettroniche di cui si è molto discusso in questi ultimi giorni. 

Il Grillo parlante ha detto la sua, facendo arrivare però a tutti noi un messaggio distorto, generico, totalmente inconcludente ed errato, che mostra solo una scarsa conoscenza dell’argomento. Leggo infatti testualmente che:

le sigarette elettroniche, o e-cig, si stanno vendendo come fossero caramelle. Quest’anno, questo mercato raggiungerà i 26 miliardi di dollari di vendite in tutto il mondo. Nei prossimi sei anni, si ritiene che questo volume raddoppierà. Ci sono serie preoccupazioni circa il loro impatto sulla salute, e, sfortunatamente, poche risposte” .

A questo punto mi è sorta spontanea una domanda, qual è lo scopo di un simile messaggio?

Dubito si tratti del pensiero di un detrattore ignorante che, seppur digiuno o quasi dell’argomento, dichiara guerra al mondo del vaping così tanto per fare. Sono più incline a pensare ad uno scopo ben preciso del messaggio, che posso solo immaginare. E voi cosa ne dite?

Ad ogni modo ritengo opportuno fare alcune precisazioni riguardo al mondo del vaping, dove esistono due aspetti fondamentali da non confondere mai e di cui tenere conto:

a)     il dispositivo utilizzato per svapare;

b)     il suo contenuto o i Prodotti Liquidi da Inalazione che vengono evaporati tramite una ecig.

Nessuno può seriamente sostenere che un dispositivo, come appunto l’ecig, possa avere un impatto sulla salute (ancorché non noto e non ben precisato) riconducibile invece al suo contenuto, ossia alle sostanze liquide utilizzate di volta in volta per svapare.

In base ad un simile assunto, si potrebbe ben dire lo stesso ad esempio delle siringhe!

Una siringa utilizzata per iniettarsi un farmaco è da considerarsi sempre e soltanto utile, vantaggiosa, positiva, provvidenziale, sostanzialmente buona per la salute, ma non lo è affatto se viene utilizzata per assumere droghe o altre sostanze nocive. Stessa cosa per le ecig se utilizzate per assumere sostanze tossiche, come accaduto ultimamente negli USA con le conseguenze sulla salute generalmente attese in questi casi.

A cosa serve quindi demonizzare il dispositivo, ecig o siringa che sia, quando sappiamo bene che è il loro contenuto a fare la differenza in termini di salute?

Se lo scopo è quello di promuovere un’imposta per disincentivarne l’uso, appropriato o meno che sia, dovremo interrogarci sulla necessità di istituire una miriade di tasse simili su svariati prodotti e dispositivi potenzialmente dannosi (ma a questo il Governo ha già pensato, anzi sta già facendo).

A mio avviso, sarebbe più opportuno fare una corretta informazione sugli eliquid per il vaping, raccomandando alle persone la semplice cautela già utilizzata per qualsiasi prodotto che intendono assumere, ingerire o consumare. Per fare solo un esempio: a nessuno di noi verrebbe mai in mente di bere o svapare candeggina.

E qui casca l’asino e le preoccupazioni di Grillo, perché possiamo e vogliamo informarlo che, oggi, noi tutti possediamo gli strumenti necessari per scegliere liberamente i prodotti che intendiamo assumere, ingerire o consumare.

Sono ormai svariati gli studi scientifici a nostra disposizione su una moltitudine di prodotti, tra questi anche quelli del vaping. Possiamo consultarli e paragonarli per farci una nostra opinione, non abbiamo certamente bisogno di qualche personaggio famoso che sfrutta la propria notorietà per imporci le sue idee o condizionare le nostre scelte.

Viene poi da chiedersi come possa un personaggio pubblico, politico o meno, parlare seriamente di questi argomenti, trascurando il fatto che in tutta Europa ed in particolare in Italia, i Prodotti Liquidi da Inalazione sono tutelati e garantiti da un insieme di norme (in primis la cosiddetta TPD), in base alle quali vengono controllati, catalogati, certificati ed autorizzati dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) e dal nostro Ministero della Salute, ciascuno per le proprie competenze, prima della loro immissione in mercato.

Qualsiasi cittadino può accedere a tutti questi dati in qualsiasi momento dai portali ufficiali di:

-         Agenzia Dogane e Monopoli> prodotti-liquidi-da-inalazione-registrati-per-la-commercializzazione

-         Ministero della Salute> ingredienti-prodotti-ecigarette

Il commercio di questi prodotti, particolarmente quello ondine, è affidato in via esclusiva ai cosiddetti Deposi Fiscali, dotati di autorizzazione rilasciata da ADM, dopo attenta valutazione del possesso di particolari requisiti. Ecco il link: elenco-soggetti-autorizzati.

I Depositi Fiscali vengono poi costantemente monitorati da ADM, anche tramite l’invio quindicinale delle rendicontazioni relative ai prodotti movimentati. Possono acquistare e vendere solo a chi è provvisto di apposita licenza, oppure ai soggetti privati dei quali deve addirittura annotare il codice fiscale, per documentare la maggiore età, distintamente per ciascuna vendita. Tali movimentazioni devono infine trovare perfetta corrispondenza in appositi registri e bolle di carico e scarico da conservare per un decennio.

A questo punto, se non ve ne foste accorti, confesso di essere una sfegatata sostenitrice del Vaping, naturalmente quello con la V maiuscola, ossia quello regolamentato e controllato, grazie al quale nel gennaio del 2014 ho smesso di fumare (2 pacchetti di sigarette giorno), dopo 30 anni di frustranti ed inutili tentativi. Oggi sto bene e sono molto fiera di me. Ho vinto una delle dipendenze più tenaci al mondo e non potete immaginare la mia soddisfazione ogni volta che un medico o uno specialista scrive nella mia anamnesi EX FUMATRICE.

Qualcuno mi dice poi che il Vaping è solo un sostituto del fumo ma, per capire quanto ciò sia insensato, basta paragonare il tabagismo all'alcolismo: come si può sostenere seriamente che un alcolista continua ad esserlo perché ha vinto la propria dipendenza sostituendo il consumo quotidiano di superalcolici in quantità con il consumo di una bibita, magari zero zuccheri.

A questo punto credo di avere fornito alcune risposte utili a fugare, almeno in parte, i dubbi, che tormentano i detrattore del vaping come Grillo, cui faccio presente che potrebbe ben sfruttare la sua notorietà per altre cause, ben più importanti.

Se la salute pubblica è veramente una sua preoccupazione, perché non ci dice come la pensa sui numeri miliardari che riguardano il consumo di tabacco e dei suoi derivati, altro che caramelle, altro che presunti danni, altro che assenza di risposte. Qui i danni sono incontrovertibili ed il consumo dei prodotti del tabacco è in costante aumento tra i minori, nonostante il sistema di monopolio applicato alle vendite.

E’ evidente che qualcosa in questo “sistema” non funziona, quindi, interroghiamoci tutti quanti su cosa si possa fare per tutelare maggiormente la salute dei cittadini e per combattere seriamente i danni da fumo, soprattutto sui minori?

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